Politicazzi!

Avevo deciso di non seguire più la politica, per il ribrezzo che iniziava a procurarmi, e invece eccomi qui.

 

Ultimamente la tv non fa altro che proporre risse verbali, insulti e controinsulti, lanci di sedie, vecchie faide e metodo di vinificazione del barbera d’Asti (questo per quanto concerne Lineaverde e Melaverde).

 

Senza nulla togliere al barbera, che ha sempre il suo bel perchè, volevo riflettere su questi talk show a stampo attual-politico.

Leggevo oggi su La Stampa il Buongiorno del sempre immenso Massimo Gramellini, articoletto nel quale proponeva di smicrofonare gli invitati maleducati.

Non sono per niente d’accordo. Vedete, ogni tanto vedo pezzi di queste trasmissioni su youtube, la televisione dalle mie parti bisogna vederla al bar come negli anni 40, e a volte nemmeno al bar si vede, e hanno tutte un loro svolgimento programmato, che segue una serie di battute, stilemi ed icone, che giocano prettamente sul verbale.

 

Abbiamo un conduttore e un buon numero di invitati ed ospiti, in genere di più idee politiche, e un pubblico pronto a rumoreggiare, fischiare od applaudire ad ogni minimo cenno del regista.

Il conduttore è colui che all’apparenza è il più sano del gruppo, è li per fare il suo lavoro, ha studiato, legge quindici quotidiani ogni mattina, e percepisce uno stipendio congruo allo sforzo profuso. Invece no.

Il conduttore è il più sadico, è colui che mette in scena tutto il teatrino;  il conduttore sa tutto, non sbaglia mai e spesso sa anche con chi vi mette le corna vostra moglie. Alcuni, particolarmente bravi, riescono a far litigare amici di vecchia data, parenti alla lontana e addirittura, a farvi litigare con voi stessi. Fingono di dare ragione tanto all’uno quanto all’altro, ma alla fine gli unici ad avere ragione sono loro. Inoltre, probabilmente per autoconferirsi un tono di spregiudicatezza, conducono l’intera trasmissione in piedi, assumendo pasticche di antistax durante le pause pubblicitarie.

 

Poi ci sono gli ospiti. Gli ospiti sono scelti con cura, fra i più decerebrati del partito,  che a volte coincidono con quelli più conosciuti.

Se il programma inizia alle 21.10, alle 21.09, grazie all’abilità del conduttore, nello studio regna una calda atmosfera di odio allo stato puro, che a volte qualcuno può non sostenere, tanto da vedersi costretto ad interrompere il conduttore mentre lancia la sigla, per esordire con “prima del programma, ho ricevuto pesanti accuse”, ed ecco che la sigla viene troncata e inizia la bolgia.

CURIOSITA’: Questi programmi hanno solo i primi 4 secondi di sigla, il resto non è mai stato pensato, ne composto, ne sentito da ascoltatore alcuno.

 

Anche il delirio ha un suo svolgimento ben preciso.

Un tizio parla di quel che vuole per un periodo di tempo compreso fra i 40 e i 60 secondi, poi qualcuno inveisce, lo insulta, lo interrompe, gli alita in faccia o fa apprezzamenti su quanto sia brava la sorella nell’antico mestiere. A questo punto scatta il rissone catodico al quale abbiamo ormai fatto il callo.

In questi rissoni volano paroloni quali “Lei non sa chi sono io”,  ”per un’offesa del genere mi rivolgerò al Presidente della Repubblica”, e quant altro che per brevità non mi sforzerò di riportare.

Insomma, pare che ormai molti deputati preferiscano questi programmini invece della palestra, in quanto si affaticano maggiormente e vengono pagati invece di pagare.

Poi, ecco, inaspettata (?), giungere la telefonata. Ultimamente vanno di moda quelle di Berlusconi, che del resto ha aderito a una nuova tariffa che gli permette di parlare quanto vuole fra le 23 di sera e le 3 del mattino successivo, e in quelle 6 ore il premier fa fuori minuti alla grandissima. Ma non divaghiamo, prima di Silvio, potevano telefonare personaggi più o meno sconosciuti, i quali a vario titolo si sentivano tirati in causa dalla trasmissione.

Qui si riscatena la bolgia appena sedata, anche se ultimamente va di moda il diritto di replica ad insulto sistematico a senso unico, con chiusura in faccia del telefono immediatamente successiva.

 

Infine c’è il mitico, ineguagliabile, pubblico.

Non c’è molto da dire, è visibilmente pilotato, applaude a distanza di 5 minutidue persone che hanno detto l’uno il contrario dell’altro.

 

 

Insomma, questa è la quotidiana tortura alla quale siamo sottoposti. Altrimenti c’è sempre il GF, ed affini, oppure Voyager, Mistero e Quarto Grado. O la vinificazione del Barbera.

A voi la scelta. Io,  intanto, me ne sto al pc.

Una Risposta a “Politicazzi!”

  1. Ale Dice:

    Io non bevo, ma forse è meglio il barbera a tutto ciò. Diventeremo anche astemi di politica?

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 111 other followers